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Dizzasco, domenica 4 gennaio 2026
Nella Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Dizzasco si è tenuta domenica 4 gennaio la tradizionale Festa della Beata Vergine del Rosario, un appuntamento molto sentito dalla comunità locale. L'evento si è sviluppato in tre significativi momenti che hanno coinvolto fedeli di tutte le età.
La vigilia della solennità, sabato 3 gennaio, è stata animata da un suggestivo concerto serale, che ha regalato ai presenti un'atmosfera di raccoglimento e gioia condivisa. Domenica mattina, la celebrazione della Santa Messa ha raccolto attorno all'altare numerosi parrocchiani e devoti, che hanno voluto affidare alla Vergine le proprie intenzioni di preghiera.
Nel pomeriggio, la processione con lo stendardo della Beata Vergine, partita da piazza Inganni ha visto la significativa presenza e partecipazione del nostro sindaco Aldo si è diretta verso la chiesa parrocchiale e ha rappresentato un momento sentito nel quale si è pregato per i nostri anziani e malati e per la Pace nel mondo. Al termine della processione, la comunità si è riunita per la recita dei vespri, rafforzando il legame spirituale e il senso di appartenenza. La festa si è conclusa con un momento conviviale, occasione preziosa per condividere gioia, amicizia e tradizione. Un ringraziamento a tutti i volontari che hanno aiutato e ai nostri confratelli e alle consorelle che hanno con il loro servizio e la loro partecipazione reso bello e importante questo momento.
MESSAGGIO PER LA
QUARESIMA 2026
La Quaresima come tempo di conversione
Cari fratelli e sorelle!
La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.
Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione.
Ascoltare
Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.
Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7). L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù.
È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa».[1]
Digiunare
Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.
Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio dilata l’anima, ne aumenta la capacità».[2] Il digiuno, compreso in questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.
Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio».[3] In quanto segno visibile del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché «solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana».[4]
Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.
Insieme
Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio, quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge e, praticando il digiuno, si dispose alla confessione di fede e all’adorazione, in modo da rinnovare l’alleanza con Dio (cfr Ne 9,1-3).
Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.
Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore.
Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.
Dal Vaticano, 5 febbraio 2026, memoria di Sant’Agata, vergine e martire.
LEONE PP. XIV
In questo momento di cordoglio per la morte di papa Francesco, condivido l'ultima sua meditazione nella XIV stazione della via crucis di questo anno.
"In un sistema che non si ferma mai, Gesù, tu vivi il tuo sabato. Lo vivono anche le donne, alle quali aromi e profumi vorrebbero già parlare di risurrezione. Insegnaci a non fare niente, quando ci è chiesto solo di aspettare. Educaci ai tempi della terra, che non sono quelli dell’artificio. Deposto nel sepolcro, Gesù, condividi la condizione che tutti ci accomuna e raggiungi gli abissi che tanto ci spaventano. Vedi come li sfuggiamo, moltiplicando le nostre attività. Giriamo spesso a vuoto, ma il sabato splende con le sue luci: ci educa e ci chiede riposo. Vita divina, vita a misura d’uomo, quella che conosce la pace del sabato. «Siederanno ognuno tranquillo sotto la vite e sotto il fico e più nessuno li spaventerà» (Mi 4,4), profetizzava Michea. E Zaccaria, a fargli eco: «In quel giorno – oracolo del Signore – ogni uomo inviterà il suo vicino sotto la sua vite e sotto il suo fico» (cfr Zc 3,10). Gesù, che sembri dormire nel mondo in tempesta, portaci tutti nella pace del sabato. Allora la creazione intera ci apparirà molto bella e buona, destinata alla risurrezione. E sarà pace sul tuo popolo e fra tutte le nazioni."
Grazie Santo Padre per un ministero segnato indelebilmente dalla Speranza fondata sulla Misericordi infinita di Dio. A noi ora è chiesto di sostare, di aspettare di fare silenzio facendoci educare ai tempi del mondo e facendo nostre queste tu ultime parole "Gesù, che sembri dormire in un mondo in tempesta, portaci tutti alla pace del sabato".
Preparatevi a un'avventura indimenticabile! Diventate ambasciatori dell'arte in Valle Intelvi: un'esperienza di crescita e condivisione.
I volontari di Semi d'Arte invitano i giovani a partecipare a un'esperienza formativa e coinvolgente: diventare "ambasciatori dell'arte".
L'obiettivo è creare un team di guide giovani, entusiaste e pronte a condividere la bellezza e la storia del patrimonio artistico locale con i visitatori e la comunità, per rendere la Valle Intelvi un luogo di cultura e bellezza.
Se siete pronti a vivere un'esperienza indimenticabile, vi aspettiamo!
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IN ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO , CONDIVIDENDO E CELEBRANDO
"In principio era il Verbo"
Un saluto a tutti! In questi mesi tra voi più volte mi è stato sottolineato come ci siano delle difficoltà legate alla comunicazioni all'interno delle parrocchie della nostra comunità pastorale, del vicariato e con gli altri enti che organizzano eventi. Per cercare di venire incontro a questa difficoltà e far arrivare a quanti più possibile le informazioni di quanto avviene nelle nostre comunità vi propongo lo strumento di questo Sito. Sarà uno strumento prezioso e sempre alla portata di mano per poter rimanere aggiornati sulle proposte, ma ancor di più si propone di essere uno strumento per condividere la bellezza di quanto viviamo insieme. Qui avrete l'opportunità di trovare gli orari delle celebrazioni, la possibilità di contattarci per informazioni o per i servizi degli uffici parrocchiali. Ci sarà l'opportunità di riprendere la liturgia della parola domenicale con una breve riflessione del vostro parroco.
Grazie a tutti voi che utilizzerete e farete conoscere questo ulteriore strumento.
Vostro,
don Giuseppe