Dalla Parola alla vita
Dal Vangelo secondo Matteo
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Il seminatore uscí a seminare
Mentre leggo e medito la bellissima parabola del seminatore, sento una vocina che mi dice: "Oggi ne hai proprio bisogno!". Sì, è proprio così: questa parabola è una ventata di passione e di fiducia che spazza via la stanchezza e libera da tante delusioni e frustrazioni.
Questa parabola parla di Gesù e del suo ministero, ma parla anche di noi, di come dovremmo seminare la Parola di Dio senza farci prendere dallo sconforto, senza cadere nella tristezza quando i nostri progetti non lievitano come vorremmo.
Leggendo la parabola può sorprendere che il seminatore getti il seme in terreni dove è ovvio - almeno secondo la nostra visione - che le condizioni non sono affatto ideali per una buona raccolta. Ed ecco un primo messaggio della parabola: la Parola è per tutti. Gesù, infatti, non si è rivolto solo ai buoni, ai migliori, ai più interessati all'ascolto della Parola o all'annuncio del Regno. Gesù non è andato a colpo sicuro: si è rivolto a tutti. E la sua missione non è stata sempre coronata da successi e applausi, altrimenti non sarebbe morto trentenne, inchiodato a una croce. Gesù non si è arreso davanti ai fallimenti e alle delusioni: ha continuato la sua opera fino alla fine.
C'è poi un secondo messaggio, altrettanto importante: l'assoluta fiducia nell'efficacia della Parola. Nel terreno buono il seme frutta il cento, il sessanta o il trenta per uno: secondo gli studi degli esperti, con le tecniche di lavoro di quel tempo, un sacco di semi poteva rendere al massimo undici o dodici sacchi. La proporzione della parabola è dunque smisurata, quasi inverosimile. Il maestro vuole darci la certezza che la sua Parola, se accolta, amata e vissuta, dà frutti straordinari e imprevedibili! È un invito alla fiducia: la Parola dà frutto, sempre.
Mentre rileggo questa breve riflessione, mi viene spontaneo pensare che Gesù ci abbia lasciato in eredità la parabola del seminatore, ma non quella del raccoglitore. Il maestro sa che a tutti piace raccogliere frutti, ma non tutti sono disposti a seminare. Questo piccolo dettaglio dovrebbe liberarci un po' dall'ansia del raccolto, dei numeri, delle quantità e delle statistiche...
La Chiesa di Gesù non ha bisogno di raccoglitori ansiosi e stressati, ma di seminatori infaticabili e misericordiosi.